Cosa abbiamo imparato analizzando 60 dealer italiani
Qualche mese fa abbiamo iniziato a fare una domanda che nessuno, nel settore camper, si era ancora posto in modo sistematico: qual è il livello reale di digitalizzazione delle concessionarie camper italiane?
Non un’impressione, non un caso singolo. Un’analisi strutturata su 60 concessionarie, cinque aree di valutazione, un punteggio comparabile. È nato così l’Osservatorio Digitale Camper 2026, e i risultati ci hanno detto più di quanto ci aspettassimo, sia sul settore, sia su come dovremmo lavorare noi.
Perché abbiamo costruito un osservatorio, non solo un’analisi
Il settore camper ha caratteristiche molto specifiche: cataloghi complessi, acquisti ponderati nel tempo, un pubblico che cerca informazioni tecniche prima di decidere.
Applicare framework generici di digital marketing a un dealer camper è un errore che vediamo fare spesso.
Per questo abbiamo costruito uno strumento su misura: uno score digitale che valuta sito, Google Business Profile, presenza social, reputazione online e SEO locale, cinque aree che insieme raccontano quanto una concessionaria è davvero raggiungibile da chi sta cercando.
La fotografia di partenza
Il punteggio medio del settore è 69.7 su 100. Numero che da solo dice poco, finché non lo si scompone:
Le tre cose che ci hanno sorpreso di più
Il divario geografico non è quello che ci aspettavamo. Il Centro Italia guida la classifica (71.1), non il Nord, nonostante il Nord abbia il numero assoluto più alto di concessionarie. Il Sud resta l’area più indietro (66.4), ma anche quella con più margine di crescita per chi si muove per primo.
La pubblicità non compensa l’assenza di contenuti. L’80% delle concessionarie usa Meta Ads, il 43% Google Ads, ma solo il 32% ha un blog attivo. Molte concessionarie investono in visibilità a pagamento senza costruire nulla che resti nel tempo.
Chi investe nei contenuti, investe bene. Le concessionarie con un blog attivo hanno uno score medio più alto (71 contro 68), e tra le prime 10 concessionarie per punteggio assoluto, la metà ha un blog. Non è una coincidenza: è un pattern.
Cosa significa per chi lavora nel settore
Il dato più utile, per noi e per chi legge, non è il numero in sé, è che il settore camper è ancora in una fase in cui la differenza digitale si vede, e vince chi si muove ora. Con un punteggio medio del 69.7% e un quarto delle concessionarie che ha investito in un blog per poi abbandonarlo, c’è ancora tantissimo spazio per chi decide di fare le cose con costanza, invece che a scatti.
Questo è anche il motivo per cui lavoriamo esclusivamente con concessionarie camper: conoscere a fondo le dinamiche di un settore specifico permette di costruire strategie che funzionano davvero, invece di applicare ricette generiche.
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L’Osservatorio Digitale Camper 2026 analizza in dettaglio le 60 concessionarie del panel, area per area.
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